A Vicenza ci sono 8.177 persone che hanno bisogno di un amministratore di sostegno. Persone anziane, con disabilità o improvvisamente incapaci di agire dopo un ictus, un incidente. In collaborazione con Aiaf è stato istituto un elenco di 190 avvocati formati appositamente e a disposizione del tribunale. Un modello che fa scuola.
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LA STORIA
Michele, nome di fantasia, ha sessant’anni. E’ nato con un ritardo mentale medio ma il sostegno della famiglia gli ha permesso di crescere con una sua autonomia, frequentare amici, lavorare nella biblioteca del paese in cui vive. Poi, morti i genitori, la zia viene nominata, su richiesta dei parenti, amministratrice di sostegno.
Zia che si occupa prevalentemente della gestione del patrimonio e affida Michele alle cure di una badante concordando un controllo sulla spesa.
Michele è tenuto a documentare tutte le sue spese consegnando gli scontrini.
Ma il giornalaio, da cui va spesso per comprare riviste di sport di cui è appassionato, non rilascia scontrini. Una fonte di ansia vista l’impossibilità di giustificare la spesa.
Nel giro di qualche tempo Michele subisce una regressione, fatica a parlare, è ansioso, ingrassa. Da qui la richiesta dei parenti di nominare un altro amministratore.
Dal Tribunale viene nominato un avvocato che inizia una serie di verifiche. Scopre che Michele è abbandonato a se stesso. Che la badante, straniera, non parla con lui probabilmente anche per problemi di lingua. Che gli è stato negato l’abbonamento a Sky e una poltrona comoda per guardare la tv. Che gli vengono dati da mangiare alimenti poco costosi e poco nutrienti. L’avvocato assume un’insegnante in pensione che segue Michele nelle sue giornate, gli mette a disposizione un orto da curare, lo iscrive in palestra.
Nell’arco di poco Michele torna ai livelli di autonomia e benessere psicofisico di cui godeva prima della morte dei genitori.
LO SCENARIO
A Vicenza, in questo momento, di “Michele” ce ne sono 8.177.
8.177 persone che hanno bisogno di un amministratore di sostegno.
Persone anziane, psichiatriche, con disabilità. Dipendenti dal gioco d’azzardo, dall’alcol, dalla droga. O, ancora, persone momentaneamente limitate nella capacità di agire. In seguito ad un ictus, ad un incidente.
8.177 è il numero dei fascicoli aperti in questo momento davanti alla dottoressa Silvia Rossaro, Giudice Tutelare del Tribunale di Vicenza. 1000 sono riferiti ad amministrazioni di sostegno promosse nel 2020.
A livello nazionale i casi aperti nel 2018 ammontavano a 288.369.
Ma chi è l’amministratore di sostegno?
Lo spiegano Laura Oboe e Barbara Schiavon, membri di Aiaf Veneto
, l’Associazione di Avvocati per la Famiglia e i Minori che ha creato un elenco di avvocati, a disposizione del giudice, appositamente formati per fare gli amministratori di sostegno.
“L’amministratore di sostegno è disciplinato da una legge del 2004”, spiega Laura Oboe. “E’ la figura chiamata a realizzare il progetto di sostegno previsto per la persona in difficoltà su incarico del Giudice Tutelare. E’ una figura così importante perché ha rivoluzionato gli istituti di protezione dei soggetti deboli introducendo nel mondo giuridico principi di solidarietà ed inclusione, evita ogni forma di discriminazione giuridica e sociale, mette al centro la persona umana e le sue esigenze di protezione, ne salvaguarda la dignità e prevede il rispetto delle sue aspirazioni e dei suoi bisogni; è strutturata per realizzare interventi di sostegno alla capacità residua nel rispetto del principio di autodeterminazione”.
L’amministratore può essere indicato dallo stesso beneficiario in previsione della propria eventuale futura incapacità, oppure dal genitore superstite.
Altrimenti è il giudice tutelare a designarlo.
Ed è proprio qui che si è concentrato il lavoro di Aiaf.
Nel 2020 infatti è stato siglato tra il Tribunale e l’Ordine degli avvocati di Vicenza il Protocollo per la nomina di avvocati all’incarico di Amministratore di Sostegno redatto con il contributo di AIAF Vicenza.
“Questo Protocollo – spiega Barbara Schiavon, responsabile del progetto- prevede l’istituzione dell’elenco degli avvocati e/o tirocinanti disponibili ad assumere le funzioni di amministratore di sostegno e dovrà essere oggetto di aggiornamento annuale da parte dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza ed annualmente inviato all’Ufficio del Giudice Tutelare.
Il punto più importante dell’accordo riguarda la formazione: Gli iscritti nell’Elenco si impegnano, infatti, a partecipare ad almeno un evento formativo all’anno in materia di AdS e a maturare almeno nove crediti relativi alla materia per ogni triennio di formazione obbligatoria”.
La prima lista è stata redatta a marzo di quest’anno e ha visto l’adesione di circa 190 avvocati.
E da qui la proposta. Che il “modello Vicenza” diventi un sistema regionale.
“Come Aiaf – spiega Barbara Schiavon – stiamo puntando all’istituzione, all’interno dell’Associazione, di una Commissione Regionale Avvocati Amministratori di Sostegno con il compito di organizzate attività formative in grado di garantire agli avvocati una preparazione qualificata e multidisciplinare e la capacità di affrontare i temi della protezione giuridica delle persone fragili con competenza e sensibilità”.
Con quali benefici?
“Flessibilità – prosegue l’avvocato Barbara Schiavon – capacità di cogliere la complessità della materia, predisposizione al confronto con altre parti sociali, attitudini nello svolgimento di compiti attinenti la protezione dei soggetti fragili, coordinamento tra i vari soggetti impegnati nell’applicazione della legge, quali avvocati, Giudici tutelari e servizi sociali”.
