In tema di mantenimento del figlio maggiorenne privo di indipendenza economica, l'onere della prova delle condizioni che fondano il diritto al mantenimento è a carico del richiedente, vertendo esso sulla circostanza di avere il figlio curato, con ogni possibile impegno, la propria preparazione professionale o tecnica e di essersi, con pari impegno, attivato nella ricerca di un lavoro.
Lo ribadisce la Corte di Cassazione, all’interno dell’ordinanza n. 2259/2024. Il provvedimento della prima sezione civile è stato depositato lo scorso 23 gennaio.
Di conseguenza, argomentano i giudici di piazza Cavour, se il figlio è neomaggiorenne e prosegua nell'ordinario percorso di studi superiori o universitari o di specializzazione, già questa circostanza è idonea a fondare il suo diritto al mantenimento.
Viceversa, per il "figlio adulto", in ragione del principio dell'autoresponsabilità, sarà particolarmente rigorosa la prova a suo carico delle circostanze, oggettive ed esterne, che rendano giustificato il mancato conseguimento di una autonoma collocazione lavorativa.
La Cassazione, in conclusione, richiamandosi a questo principio espresso più volte, ha rigettato le richieste della ricorrente confermando il giudizio della Corte territoriale.
